Chi e cosa sono le suicide girls e le italiane più famose

Sapete chi sono le Suicide Girls? Libertà femminile è questo il messaggio che vogliono lanciare. Ecco chi sono e cosa rappresentano.

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Suicide Girls, ragazze che si mostrano sui social per lanciare il loro messaggio di libertà
Fonte: Instagram

Tra i tanti fenomeni lanciati sui social ci sono anche le Suicide Girls, un vero e proprio movimento che vuole lanciare un messaggio di libertà e riscatto femminile. Ne avete mai sentito parlare? Ecco chi e cosa sono.

Chi sono le suicide girls

Questa community virtuale nasce nel 2001 con Sean Suhl (Sean) e Selena Mooney (Missy Suicide), con un obiettivo specifico. Loro volevano, come hanno dichiarato, mostrare delle “belle ragazze punk nude” per permettere alle donne di riappropriarsi della loro sessualità e dare a loro il pieno controllo del proprio corpo.

Nella gestione di questa community si sono aggiunti anche altri due soci, Steve Simitzis e sua moglie Olivia Ball (ex-Suicide Girl), che però dal 2006 sembra non apparire più tra lo staff.

Il sito propone fotografie e profili di ragazze ma funziona anche da comunità virtuale in quanto al suo interno ci sono profili utenti, gruppi tematici e forum di discussione.

Le ragazze di suicide girls si mostrano piene di tatuaggi, piercing, capelli colorati totalmente opposte ai stereotipi classici. Proprio la vice fondatrice del sito, Missy Suicide, dichiara:

“Volevo creare un luogo in cui le ragazze fossero libere di esprimersi, di trovarsi belle in modo unico, di amare i loro corpi, perché nel 2001 la definizione di bello era piuttosto univoca. O eri magrissima o eri rifattissima come Pamela Anderson. Ma io vedevo intorno a me così tante donne bellissime e completamente escluse dagli ideali estetici della società. Volevo che avessero un posto tutto per loro, in cui emergere, essere loro stesse, ed essere apprezzate per la loro bellezza e unicità.

Il loro messaggio è quello di essere sempre se stesse, di sentirsi uniche e belle.

La storia del nome

Il nome Suicide Girls deriva da un famoso romanzo di Chuck Palahniuk, chiamato Survivor. Con questo termine un po’ macabro, i creatori del sito, si volevano riferire ai finti moralisti e al perbenismo che vorrebbero le donne tutte pudiche.

Proprio sul termine suicide girls che Mooney dichiara che se avesse avuto idea della fama ricevuta, avrebbe pensato molto di più al nome di questa comunità virtuale.

Questo perché il nome negli anni ha ricevuto numerose critiche perché sembrava rappresentare un apologia del suicidio.

Chi sono le suicide girls italiane più famose

Questo movimento è spopolato anche in Italia, sempre con lo stesso intento di lanciare un messaggio agli altri. Bisogna avere più considerazione di se stesse anche se spesso questo non corrisponde ai canoni estetici imposti dalla società in cui viviamo.

Oltre al sito hanno diversi account su Instagram, Facebook e Twitter con i quali ormai raggiungono migliaia se non milioni di follower.

Tra le suicide girls italiane più famose troviamo sicuramente Riae Mac Carthy, Debora Candy Hell, Lady Violet e Felisja Piana.

E come ha dichiarato Debora Candy Hell in una intervista, per lei essere una suicide girls significa accettazione, perché fa parte di una community dove il rispetto è la base di tutto. Affermando poi:

“Nonostante siamo tutti pieni di tatuaggi e i capelli colorati sono all’ordine del giorno, noi siamo comunque viste ancora in modo strambo. In più noi siamo nude, nude di tutto… non solo fisicamente. Noi ci apriamo al mondo e condividiamo i nostri amori, paure e successi con tutti. Una SG è una donna forte, che sogna, che non ha paura di esporsi. Parlo per me, ma io voglio essere d’esempio per chi si sente diversa e poco accettata, per chi ha paura, per chi si fa sottomettere da qualcuno o da qualcosa.”

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