Chi è Niccolò Agliardi, il musicista dalla vita privata riservata

Chi è Niccolò Agliardi, il musicista dalla vita privata riservata, che ha deciso di divenare genitore affidatario single e lo ha raccontato nel suo romanzo.

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Niccolò Agliardi

Niccolò Agliardi nasce a Milano il 17 Maggio 1974, frequenta il liceo classico e proprio in quegli anni inizia scrivere le sue prime canzoni.

La sua passione per la canzone d’autore lo porta a laurearsi in Letteratura Italiana con una tesi sui luoghi reali ed immaginari presenti nei testi di Francesco De Gregori.

È nel 1999 però, che Niccolò inizia la sua carriera di autore, dopo un anno passato a lavorare come assistente di produzione nei tour di De Andrè e Renato Zero.

Nel 2000 lascia Milano e a Roma, grazie anche all’incontro con Niccolò Fabi e Mario Puccioni, dà inizio alla carriera di cantautore. Nel 2001 esce, infatti, il suo primo singolo “Fiammiferi“.

Un altro anno importante per la sua carriera è il 2005, quando a Dicembre diventa collaboratore ordinario della cattedra di Letteratura Italiana, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Statale di Milano, tenendo lezioni sulle canzoni d’autore.

Il 2006 lo vede in un’ulteriore nuova veste, quella di conduttore radiofonico per la Radio In Blu, per cui scrive e conduce il programma “Parola d’ordine”.

Il 2008 è un anno molto particolare, in quanto vede pubblicato il secondo disco di Niccolò “Da casa a casa” e vede lo stesso autore diventare scrittore. Il 1° Aprile 2008 esce, infatti, per Mondadori il romanzo “Ma la vita è un’altra cosa“, scritto insieme all’amico Alessandro Cattelan.

La vita privata di Niccolò Agliardi e la scelta dell’affido

Non si sa molto della vita privata di Niccolò, ma durante un’intervista ha spiegato come è nata la sua voglia di diventare un genitore affidatario single.

Ha affermato che tutto nacque nel 2013, quando si occupava delle musiche della serie tv “Braccialetti Rossi“.

Durante questa esperienza legò molto con gli attori, in particolare con un ragazzo che aveva vissuto l’affido e che gliene fece capire il significato. Dopo quell’incontro iniziò a prendere contatti con la fondazione L’Albero della Vita.

È così che Niccolò, poco più che quarantenne e single, dopo il corso preparatorio viene dichiarato idoneo a diventare genitore affidatario di Federico. Federico è un ragazzo di diciotto anni che ha alle spalle già diversi tentativi di affido falliti.

Così Fede entra nella sua nuova casa e per Niccolò non arrivano solo più piatti da lavare, nuove ansie e più disordine, ma si moltiplicano le risate e finalmente tutto il bene che aveva da offrire ha un nuovo destinatario.

In seguito Niccolò decide di prendere in affido un secondo ragazzo, Sam, di 14 anni. Con lui dice di aver sperimentato azioni solite di un padre “naturale”, come insegnare a farsi la barba. Cose che con Federico non aveva potuto fare in quanto essendo già grande non aveva molto da imparare.

La cosa più difficile di questo tipo di affido è forse il riuscire a trasformare l’estraneità in familiarità e a far combaciare le diverse abitudini. Questo perché, spesso, i ragazzi hanno già un’età in cui il loro carattere è in parte già formato.

La fase più tosta è invece, come spiega Agliardi, la fine dell’affido. Per la legge, infatti, si è genitori solo per un tempo prestabilito, nonostante questa esperienza nel cuore ti rende un genitore a vita.

Oggi Federico vive con la fidanzata e lavora, ma nonostante legalmente non sia più suo figlio loro si sentono comunque una famiglia, e anche tra i due ragazzi c’è un bellissimo rapporto.

“Storia d un amore possibile” il romanzo sulla sua esperienza di padre affidatario

“Storia di un amore possibile” è il romanzo di Niccolò Agliardi, uscito nel 2019, in cui l’autore racconta l’amore per i suoi due figli affidatari Federico e Sam, due ragazzi che entrando nella sua vita gli hanno portato un amore che credeva impossibile.

Il romanzo racconta la storia vera di un incontro di due generazioni e di due solitudini. Dell’esperienza forte e difficile che arricchisce e trasforma un genitore affidatario single che decide di accogliere in casa un ragazzo dal passato ricco di dolore e ingiustizie, per un pò.

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