Chi era San Marcellino di Ancona

Chi era San Marcellino di Ancona? Perchè viene commemorato il 9 gennaio tra i santi della Chiesa? Il suo culto è legato alla città e ad un incendio.

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Chi era San Marcellino di Ancona, e che cosa ha fatto per essere ricordato tra i Santi della Chiesa cattolica? Commemorato il 9 gennaio, visse operò e morì nel capoluogo marchigiano; il suo nome è legato ad un particolare evento che colpì Ancona, e ad un libro liturgico che ne conserva memoria.

Non abbiamo notizie certe sulla sua nascita, sappiamo però che San Marcellino è vissuto ad Ancona dove ha preso i voti e svolto il suo ministero. È grazie a San Gregorio che conosciamo il periodo in cui è vissuto: tenuto in grande considerazione dal Santo Padre, Gregorio ne parla nei suoi dialoghi dove tratta solo i ministeri di vescovi e religiosi che conosceva personalmente, e vissuti tra il V e il VI sec.

Marcellino Vescovo

Marcellino è il primo vescovo anconitano certo, la tradizione vuole che appartenesse alla famiglia dei Boccamajori, una delle più antiche della città. Di lui San Gregorio dice:

«Vir vitae venerabili Marcellinus fuit»

San Gregorio, Dialoghi

lodandone le virtù umane e religiose ma soprattutto le opere miracolose. È ad una di queste che è legata la fama di San Marcellino. In quegl’anni Ancona venne colpita da un gravissimo incendio che, nonostante il prodigarsi degli interventi non accennava a diminuire; il Vescovo Santo, pur se già inferno a causa della podagra, si fece portare nel punto più vicino alle fiamme con un libro liturgico. Lì, iniziò a pregare, e l’incendio che aveva arso la città senza sosta, immediatamente diminuì.

San Marcellino riposa nella cripta dei protettori della cattedrale del Guasco: le sue spoglie mortali, traslate lì nel 1097, sono venerate dai fedeli sin da tempi remotissimi. In passato il 9 gennaio, memoria del Vescovo Santo, si organizzava una grande festa di carattere religioso; usanza che negli ultimi secoli si è affievolita in favore di una più intensa venerazione delle spoglie.

Il libro liturgico di San Marcellino

Giunto sino a noi fortemente usurato, il Libro liturgico co-protagonista del miracolo, le cui pagine ai bordi sono annerite e non tutte pervenuteci integre, è una reliquia venerata in passato come miracolosa. È stata propria questa usanza a determinarne il pessimo stato di conservazione. A tale scopo nel XX sec il libro è stato oggetto di restauro, ed oggi è conservato nel Museo Diocesano di Ancona.

Molti santi sono ricordati per i miracoli operati in vita e nei cieli, altri sono venerati come esempi di vita pia e nella grazia del Signore. Non ci è dato sapere quale sia il cammino per essere santi, con la catechesi ci viene solo insegnato come vivere il rapporto con Cristo. Questo ci dovrà bastare per tutta la vita, o almeno così sarà per la maggior parte di noi; saranno pochi quelli che decideranno di percorrere tutto il sentiero della fede, ma saranno un faro di speranza per tutti gli altri. Ecco cosa dobbiamo imparare dalla storia di San Marcellino: non tutti hanno il privilegio di parlare con il Signore e di poter chiedere grazia, ma non dobbiamo perdere la speranza in chi lo può fare. Dobbiamo vivere e non perdere la speranza che le nostre preghiere vengano esaudite.

SOURCESanti e Beati
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Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.

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