Chi erano Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno

Chi erano i Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa, ricordati insieme per le opere e l'amicizia che li legò in vita.

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Il 2 Gennaio si festeggiano i Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa; si ricordano insieme per la grande amicizia che li ha legati e che è stata filo conduttore della loro vita cristiana. Entrambi proclamati santi da San Pio V nel 1568, appartengono al gruppo dei Padri Cappadoci di cui fa parte anche il fratello di San Basilio San Gregorio di Nissa. Chi erano quindi i Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno?

Chi era San Basilio Magno

San Basilio Magno nasce in una famiglia di santi intorno al 330 d.C. Infatti i suoi genitori, le sorelle e i fratelli, e la nonna (sua guida spirituale e dottrinale) sono tutti santi. Di mente brillante e sveglia Basilio, ancora giovane, si reca a Cesarea per i primi studi riuscendo in breve tempo a eguagliare i suoi stessi maestri. Conosce presto San Gregorio Nazianzeno che diviene uno dei suoi primi e più importanti amici. Li legava l’intelletto, lo stimolo alla pratica della virtù e la voglia di approfondire la scienza. I loro ragionamenti li spronavano a demandarne sempre di nuovi, in materia di fede e non.

Più avanti negli anni Basilio si ritira nel Ponto dove fonda un monastero. Ne è il maestro per quattro anni: per questi frati, detti poi Basilei, scrive le regole monastiche per una vita di solitudine e perfezione. Ordinato sacerdote dal vescovo di Cesarea Eusebio, lo segue e lo aiuta in affari importanti, per poi tornare alla sua amata solitudine una volta conclusasi la missione. Ma non è alla vita ascetica che Basilio è destinato: alla morte di Eusebio egli ne prende il posto come vescovo. In questa veste San Basilio conferma le sue eccellenti doti dottrinali e la sua profonda fede cristiana.

Nonostante la sua vita terrena si avviava al tramonto, egli era ancora presente per le anime che cercavano conforto, ma anche per i sacerdoti da indottrinare e per tutti coloro che avevano la possibilità di leggerne gli scritti. La sua preghiera più celebre è dedicata agli animali, ed in essa ritroviamo concetti moderni sul rispetto verso gli animali da lavoro e da compagnia.

San Basilio Magno muore il 1 Gennaio del 379, povero e con i poveri, consolatore e guida dei cristiani, ma soprattutto ricordato tra i dottori della Chiesa.

Chi era San Gregorio Nazianzeno

La storia di San Gregorio Nazianzeno si muove sugli stessi binari di quella dell’amico Basilio. Gregorio nasce da una famiglia ricca nel 310 d.C. nella città di Nazianzo in Cappadocia, da qui il nome. Anch’egli viene da una famiglia di santi: sua madre, suo padre, ma anche i suoi fratelli lo divennero tramite vite esemplari ed eccellente professione della vita cristiana. Sin da piccolo Gregorio ha cari i libri, il sapere e la guida materna; tali virtù lo renderanno spiritualmente forte e capace di resistere a qualunque lusinga demoniaca della vita terrena.

Studiò ancora giovane a Cesarea ma anche ad Atene dove stabilì il fortissimo legame di amicizia che lo legherà tutta la vita a San Basilio; la loro eccellente pratica spirituale li porterà a seguire sempre una vita retta, senza mai cedere a compagnie e trastulli diversi da quelli virtuosi. Gregorio fu anche nominato professore di eloquenza ad Atene, ma i suoi timori di essere preda di vanagloria e sentimenti demoniaci lo costrinsero a fuggire dall’amico Basilio in Cappadocia. Insieme vennero ordinati sacerdoti; la sua missione apostolica lo porterà a diventare prima Vescovo di Sozima e poi di Costantinopoli, città che più ne metterà a dura prova le virtù.

A Costantinopoli la rettitudine di Gregorio gli attira contro uomini malvagi ambiziosi e vili che feriscono il santo con i morsi della calunnia e dell’invidia. Nonostante ciò il santo vescovo attraeva con le sue prediche e i suoi discorsi una moltitudine di persone. Non solo fedeli e anime in cerca di conforto, ma anche eretici e miscredenti che nella sua parola trovavano la via del Signore. San Gregorio, provato dalle esperienze vissute e dall’età, si ritirerà presto a vita solitaria tornando ad indossare le vesti di una vita solitaria e ascetica. Il nostro santo, umile e votato al servizio del Signore, rinuncerà per questo alla sede di santa Sofia in Costantinopoli assegnatagli da Teodosio.

Gregorio Nazianzeno muore dopo aver lasciato ai suoi fedeli scritti pieni di sapienza e grazia come pascolo salutare per le proprie anime, ma anche scritti sermoni e preghiere presenti ancora oggi nella tradizione liturgica.

Dai Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno dobbiamo apprendere l’insegnamento della collaborazione e del sostegno, e quello del nutrimento intellettuale. Mirabili esempi di vita umile, i due Santi ci insegnano che ogni obiettivo può essere raggiunto con facilità e certezza se si segue la giusta via che il Signore ci indica. Virtuosismo non significa rinunciare a quello che ci appassiona, ma significa mettere le proprie capacità desideri e passioni a servizio del prossimo e del Signore. Virtuoso è colui che non ignora una mano tesa in cerca di aiuto, e sa riconoscerne una tesa in offerta di aiuto. La mente ha bisogno di continuo nutrimento come il corpo, con le preghiere e con l’approfondimento conoscitivo; e se da soli non ce la facciamo non dimentichiamoci degli amici che sono fondamentale nutrimento del cuore.

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Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.

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